Porta Montanara

Porta Montanara

La costruzione della porta Montanara, detta anche di Sant'Andrea, risale al I secolo a.C. e si inserisce in un organico programma di riassetto del sistema difensivo cittadino, attribuito a Silla. L’arco a tutto sesto, in blocchi di arenaria, costituiva una delle due aperture della porta che consentiva l'accesso alla città per chi proveniva dai colli lungo la via Aretina, percorrendo la valle del Marecchia. Il doppio fornice agevolava la viabilità, incanalando in passaggi paralleli il percorso in uscita da Ariminum, attraverso il cardine massimo, e quello in entrata.

Indagini archeologiche hanno appurato l’esistenza di un'ampia corte di guardia con una controporta interna, a conferma della complessità del sistema difensivo.

Già nei primi secoli d.C., l’arco volto a nord venne tamponato: la porta, cosi ridimensionata a un solo fornice, continuò a segnare l' ingresso alla città fino alla seconda guerra mondiale.

Al termine del conflitto, il monumento fu distrutto nella parte rimasta in vista, mentre fu recuperata la parte occultata nelle murature delle case adiacenti.

L’arco “riscoperto" venne rimontato dopo varie vicissitudini a fianco del Tempio Malatestiano, prima di essere ricomposto nella zona originaria.

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