Museo Archeologico Nazionale di Sarsina

I materiali distribuiti nelle varie sale sono tutti di provenienza locale e coprono un arco cronologico esteso dalla preistoria all’alto medioevo. La documentazione più ricca e significativa è comunque quella di età romana, databile tra il III sec. a.C. e il IV d.C.

Nel piano terreno del Museo sono raccolti i materiali del lapidario, dalle numerose epigrafi del più vecchio nucleo museale ai monumenti sepolcrali recuperati a Pian di Bezzo. Alla sfera religiosa è riconducibile una serie di statue di culto del II sec. d.C., che rappresentano divinità egizie ed orientali, tra le quali spicca il giovane Attis dal caratteristico berretto a punta. Tra i reperti provenienti dalla città  si ricordano gli arredi e le suppellettili di due domus della piena età imperiale.

Il percorso espositivo si apre con un numeroso gruppo di epigrafi funerarie che offrono uno spaccato sociale dell'antica Sassina, attraverso il ricordo di uomini liberi appartenenti ad alcune delle più note famiglie locali o di schiavi affrancati (liberti). Tra queste significativo è il cippo funerario di Cetrania Severina (prima metà del II sec. d.C.) che su un lato riporta un passo del suo testamento a favore dei collegia (corporazioni professionali) dei dendrophori, fabri e dei centonari, ai quali era destinato un lascito da utilizzare ogni anno per offerte rituali destinate ad onorare la memoria della defunta.
Importante è pure la prescrizione sepolcrale di Horatius Balbus (I sec. a.C.) il cui testo ricorda la donazione di un terreno nelle vicinanze della necropoli per le sepolture di cittadini bisognosi, con l'esclusione, però, di alcune categorie di persone ritenute non degne.

Seguono poi i monumenti funerari provenienti dalla necropoli di Pian di Bezzo: quello di Publius Verginius Paetus, e quello di Rufus, che costituisce una delle maggiori attrattive del museo ed altre steli, tra le quali quella che delimitava l'area sepolcrale della corporazione dei mulattieri (muliones).
Tra i reperti rinvenuti nell'area della città, di eccezionale interesse è il grande mosaico pavimentale policromo detto del “Trionfo di Dionisio”.

Molto importanti sono anche le attestazioni dei numerosi culti praticati, legati al mondo greco (Giove, Minerva, Apollo), alla tradizione italico-romana (Spes, Dei Publici), fino al mondo orientale.
Nel Museo è conservato, infatti, un gruppo di statue raffiguranti divinità frigie ed egizie, che costituivano il santuario più importante dell'Italia settentrionale dedicato a questi culti.
Tra queste emerge per bellezza la statua di Attis.

Di grande fascino ed interesse è la ricostruzione della stanza da pranzo (triclinium) della domus di via Finamore, di cui era esposto, fin dal momento del ritrovamento avvenuto nel 1988, il mosaico con Ercole.

Il Museo Archeologico Nazionale - Sarsina fa parte dell'Itinerario V - Via Sarsinate

ORARI

Orario invernale - Dal 16 settembre al 14 giugno:
mercoledì, venerdì, sabato e domenica: dalle 8.30 alle 13.30
martedì e giovedì: 8.30-13.30 e 15-18 Orario estivo - Dal 15 giugno al 15 settembre:
mercoledì, giovedì, sabato e domenica: dalle 13,30 alle 18.30
martedì e venerdì: 8.30-13.30 Giorni di chiusura: tutti lunedì non festivi, 1° Maggio, Natale, Capodanno

INFO

La biglietteria chiude mezz'ora prima. Telefono: 0547 94641

INDIRIZZI

Via Cesio Sabino, 39,
47027 Sarsina (FC)