Il Foro

All'incrocio tra cardo e decumanus maximi in corrispondenza dell'attuale piazza Tre Martiri si apre il Foro, cuore della vita pubblica ed economica. Nel Foro, i ritrovamenti archeologici ricordano che, nell’età di Augusto, la lastricatura in pietra calcarea si estendeva su tutta la piazza, racchiusa a nord dal teatro in laterizio e a sud dall'Arco che ne segnava l’ingresso.

Sul lato a mare, all'altezza dell'attuale via San Michelino in foro, si elevava la basilica, in cui si amministravano giustizia e affari e nel primo isolato a nord il teatro costruito in età augustea. Una scenografia in cui si inserivano monumenti onorari, statue e iscrizioni a memoria di imperatori e benefattori della comunità. Appartengono al teatro, oggi quasi completamente cancellato dal tessuto urbano, i resti di un imponente colonna in marmo cipollino e un grande contenitore in terracotta.

Nel foro domina anche il ricordo di Giulio Cesare, evocato da due segni moderni, la statua in bronzo e il cippo in pietra all'imboccatura di via IV Novembre. Secondo la tradizione (che non trova riscontro nel racconto scritto dal generale stesso) egli avrebbe arringato l’esercito proprio nel foro di Ariminum all'indomani del passaggio del Rubicone. Da qui la leggenda del pietrone da cui Cesare si sarebbe rivolto alle truppe, pietrone che, fino all'ultima guerra, era collocato sul cippo eretto nel 1555 a memoria dell’avvenimento.

Un tempo in prossimità del foro trovavano collocazione altri due importanti punti di incontro della vita romana, il Teatro Romano e la Basilica.

TEATRO ROMANO:
Di questo imponente edificio per spettacoli eretto nel I sec. d.C., non rimangono che pochi ruderi oggi inglobati in più recenti costruzioni che ricalcano l’originario andamento curvilineo delle gradinate (cavea).
All’interno del Foro, fu probabilmente eretto per volontà di Augusto nell’ambito degli interventi di sviluppo urbanistico promossi dall’imperatore.
Di forma semicircolare, aveva un diametro esterno di circa 80 metri, mentre all’interno la lunghezza della scena misurava circa 23 metri. La cavea, completamente autoportante, era sorretta da murature radiali e concentriche, costruite in malta con laterizi a vista. Corridoi di accesso coperti da volte a botte, consentivano lo smistamento verso le scale che conducevano alle gradinate.
Di quelli che dovevano essere raffinati e grandiosi apparati scenici resta unicamente un imponente fusto di colonna in marmo cipollino, alto più di 4 metri, e alcune decorazioni architettoniche marmoree.
 
BASILICA:
Fra gli edifici monumentali che dovevano affacciarci sul foro di Ariminum non poteva mancare la basilica civile, una sorta di piazza coperta, a pianta rettangolare, antenata del tribunale e di una moderna Piazza Affari. Preposta allo svolgimento dell’attività giudiziaria era anche capace di ospitare le attività del foro in caso di maltempo.
Proprio alla basilica potrebbero riferirsi i resti murari scoperti lungo via IV Novembre in occasione dei lavori di arredo della strada e di piazza Tre Martiri, condotti fra il 1998 e il 2000. Resti ancora oggi in parte visibili in sito, a fianco della lastricatura del cardine massimo.
La muratura presenta mattoni disposti in filari regolari e fughe ben delineate, indici di una fattura pregevole che ben si addice a un edificio pubblico di tale rilevanza. I resti, conservati per una lunghezza di 30 mt e un’altezza media di 1,20 mt., fanno ipotizzare un edificio rettangolare di 35x70 mt. che si affacciava sul foro con un prospetto presumibilmente porticato, andando ad occupare con la fronte l’intero isolato. La sua costruzione si riconduce alla prima età imperiale.
 

INDIRIZZI

Piazza Tre Martiri
RIMINI

COME ARRIVARE

Come raggiungere il centro storico:
In auto: uscita autostrada A14 Rimini Sud; proseguire per il centro per circa 3 km
in treno: dalla stazione proseguire su viale Dante
in aereo: Bus n. 9, fermata Arco d'Augusto o stazione ferroviaria (percorsi e orari)